Influenze reciproche tra cinema ed architettura

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Abstract

Traendo spunto dalla fitta serie di reciproci scambi che l'architettura da sempre intrattiene con tutti i campi del sapere e con le varie forme d'espressione artistica, il presente lavoro e orientato a porre in particolare evidenza le relazioni fra l'architettura medesima e il cinema, nonche aspetti comuni derivanti da entita terze (dalla letteratura, dalla pittura, dal teatro, dalla filosofia). osservazioni che ne scaturiscono, nella loro multiformita e consapevole incompletezza, si rivelano essere efficaci strumenti di analisi, di critica e di progetto, o comunque validi argomenti di dibattito e di confronto di idee: osservazioni certamente non sufficienti ma comunque necessario per ampliare il discorso architettonico altrimenti relegato a trite formule scolastiche. La tesi e articolata in dieci capitoli i primi cinque dei quali dedicati all'analisi delle componenti di base del linguaggio cinematografico (l'immagine, l'inquadratura, il montaggio, la scenografia), e di come ognuna presenti aspetti comuni o comunque interessanti in relazione all'architettura, il tutto accompagnato da alcune considerazioni sul periodo in cui si assiste alla nascita del cinema e sulle principali successive linee di sviluppo. Nel sesto capitolo ci si propone di sondare il rapporto fra cinema e architettura a partire dalle concezioni del fattore tempo che accompagnano il succedersi delle diverse correnti di pensiero fra la fine dell'Ottocento e la fine del Novecento. Da questa prima parte del lavoro si evincono numerosi aspetti di notevole interesse, m primo luogo la grande importanza del cinema nella costituzione dell'enciclopedia visiva dell'uomo moderno, e di conseguenza nella diffusione dell'immagine architettonica in virtu della capacita del cinema stesso di trasportare lo spettatore in una posizione di osservatore privilegiato; egli si ritrova cosi immerso in una riproduzione della realta senza eguali grazie all'addizione del movimento, e quindi del fattore tempo, alla staticita pittorica e fotografica. Con la pittura e la fotografia il cinema continua pero a condividere lo status di arte visiva e l'impiego delle teorie del disegno prospettico, le quali hanno cambiato il volto all'architettura e sono nello stesso tempo alla base della ripresa delle immagini sia fisse che in movimento. Di conseguenza la composizione delle inquadrature condivide numerosi aspetti con il progetto architettonico, cosi come il montaggio, indispensabile nel guidare l'attenzione dello spettatore e nel generare nuove modalita di visione della realta: difatti nel montaggio e possibile individuare uno degli aspetti mediante i quali il cinema maggiormente contribuisce a fissare nuovi canoni estetici, generatori di grandi innovazioni in architettura e nell'arte moderna in genere. Il cinema e l'arte della modernita per eccellenza, di una modernita della quale e anche figlio, nato dal connubio di tecnologia e mutamenti sociali, i quali vedono sorgere la classe borghese quale motore dello sviluppo delle grandi sotto la spinta della seconda ondata della rivoluzione industriale, un periodo nel quale le medesime condizioni al contorno stanno trasformando l'architettura che entra cosi nella sua fase moderna; non stupisce dunque, seppure secondo le tempistiche che sono proprie di ciascuna arte, la straordinaria concomitanza negli sviluppi successivi delle vicende cinematografiche e architettoniche sullo sfondo dei principali avvenimenti storico-sociali. Nondimeno e ricca di spunti l'analisi della scenografia, la quale, oscillando fra le infinite gradazioni che separano la scelta di un luogo realmente esistente per le riprese di un film da un luogo creato appositamente, contribuisce in maniera fondamentale alla definizione e diffusione dell'immagine architettonica: la corrente Postmodern e l'High Tech sono due fra esempi che meglio illustrano il rapporto reciproco fra scenografia cinematografica e architettura. La prima parte del lavoro si chiude con l'analisi del fattore tempo, dalla quale si deduce un forte legame di cinema e architettura con le teorie di pensiero espressione della cultura a partire dalla fine dell'Ottocento: alla luce dei punti di contatto esistenti con il Positivismo, lo Spiritualismo, con la filosofia di Croce, Heidegger, Derrida, e possibile scoprire un nesso piu intimo e profondo di quelli riconducibili alla pur fondamentale componente visiva condivisa da entrambe le parti in causa. Gli ultimi quattro capitoli, sulla scorta delle considerazioni effettuate in quelli che precedono, suggeriscono delle incursioni nella sfera architettonica a partire da alcuni fimi a mio avviso significativi sulla base delle mie personali esperienze. Si e cosi potuto constatare come il cinema contribuisca al dibattito circa una architettura esistente, in questo caso l'Unita di abitazione di Corbusier a Marsiglia, a proposito di come il grande pubblico si relazioni ad essa e alle sue modeste imitazioni, o ancora di come il cinema sia fondamentale negli sviluppi del percorso intrapreso da Corbusier e destinato a sfociare nei progetti utopici di Archigram e Metabolisti, e, venendo piu vicino nel tempo, nel lavoro dei vari Piano, Poster e Rogers. Successivamente si e sondata la capacita descrittiva del cinema, in grado di coniugare la grande letteratura novecentesca di Joyce e Benjamin con la possibilita, che gli e propria, di non separare narrazione di eventi e descrizione come accade proprio in letteratura: quindi il cinema descrive in continuazione, anche nei momenti piu impensati, ragione per cui si sono posti in evidenza frammenti cinematografici solitamente snobbati come gli inseguimenti dei film d'azione, o le sequenze introduttive e conclusive dei lungometraggi. L'analisi di Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni e servita a portare l'esempio di un film interamente incentrato sull'architettura (anche quando l'azione si svolge nel deserto che dell'architettura rappresenta il polo opposto come una sorta di alter ego), e non solo per brevi frammenti normalmente significativi. Il film si presta altresi a una riflessione sull'opera wriehtiana del periodo usoniano, sul significato che ha assunto a posteriori nell'oblio generale degli intenti che animavano il grande maestro americano. Infine pellicole quali Le mani sulla citta di Francesco Rosi, Biade Runner di Ridley Scott e alcuni lavori di Wim Wenders, si sono rivelati utili per illustrare il contributo del cinema alla querelle circa il significato e la definizione dei concetti di bellezza e bruttezza, ovvero un tema centrale nella storia dell'arte, e in particolare dell'arte moderna dopo il contributo fondamentale della filosofia hegeliana sulla realta quale sintesi degli opposti. Da queste basi si deducono alcune importanti considerazioni su quella architettura moderna che si e venuta costruendo in antitesi ai tradizionali canoni estetici di bellezza, o sull'approccio alla progettazione di un architetto come Eisenman il quale sostiene che l'architettura non debba necessariamente trasmettere una sensazione di benessere. In conclusione si e constatato come il cinema sia legato all'architettura da una infinita di aspetti impossibili da catalogare, anche in virtu dell'essere il frutto della personalita e dell'esperienza di chi, di volta in volta, si accosti ai temi proposti, ragione per cui piu che di conclusioni si dovrebbe parlare di un prologo conclusivo, che chiude un percorso e contemporaneamente ne apre di nuovi forte dei traguardi gia raggiunti.

Salvato in:
Dettagli Bibliografici
Autori: Andrea Bruno iD ORCID 0000-0002-0154-8073
Data di pubblicazione:01/07/2004
Tipo di documento:Articolo
Lingua:italiano
Accesso aperto: Nessuna copia ad accesso aperto nota: per le risorse in abbonamento usare Verifica disponibilità.
Soggetti:
Architecture, Modernity, and Design (Physical Sciences > Engineering > Architecture)
Cinema History and Criticism (Social Sciences > Arts and Humanities > Visual Arts and Performing Arts)
Architecture and Art History Studies (Social Sciences > Arts and Humanities > Visual Arts and Performing Arts)
Identificativi: OpenAlex W1589552647

Dati dell'indice centrale: OpenAlex (licenza CC0).

Descrizione
Riassunto:Traendo spunto dalla fitta serie di reciproci scambi che l'architettura da sempre intrattiene con tutti i campi del sapere e con le varie forme d'espressione artistica, il presente lavoro e orientato a porre in particolare evidenza le relazioni fra l'architettura medesima e il cinema, nonche aspetti comuni derivanti da entita terze (dalla letteratura, dalla pittura, dal teatro, dalla filosofia). osservazioni che ne scaturiscono, nella loro multiformita e consapevole incompletezza, si rivelano essere efficaci strumenti di analisi, di critica e di progetto, o comunque validi argomenti di dibattito e di confronto di idee: osservazioni certamente non sufficienti ma comunque necessario per ampliare il discorso architettonico altrimenti relegato a trite formule scolastiche. La tesi e articolata in dieci capitoli i primi cinque dei quali dedicati all'analisi delle componenti di base del linguaggio cinematografico (l'immagine, l'inquadratura, il montaggio, la scenografia), e di come ognuna presenti aspetti comuni o comunque interessanti in relazione all'architettura, il tutto accompagnato da alcune considerazioni sul periodo in cui si assiste alla nascita del cinema e sulle principali successive linee di sviluppo. Nel sesto capitolo ci si propone di sondare il rapporto fra cinema e architettura a partire dalle concezioni del fattore tempo che accompagnano il succedersi delle diverse correnti di pensiero fra la fine dell'Ottocento e la fine del Novecento. Da questa prima parte del lavoro si evincono numerosi aspetti di notevole interesse, m primo luogo la grande importanza del cinema nella costituzione dell'enciclopedia visiva dell'uomo moderno, e di conseguenza nella diffusione dell'immagine architettonica in virtu della capacita del cinema stesso di trasportare lo spettatore in una posizione di osservatore privilegiato; egli si ritrova cosi immerso in una riproduzione della realta senza eguali grazie all'addizione del movimento, e quindi del fattore tempo, alla staticita pittorica e fotografica. Con la pittura e la fotografia il cinema continua pero a condividere lo status di arte visiva e l'impiego delle teorie del disegno prospettico, le quali hanno cambiato il volto all'architettura e sono nello stesso tempo alla base della ripresa delle immagini sia fisse che in movimento. Di conseguenza la composizione delle inquadrature condivide numerosi aspetti con il progetto architettonico, cosi come il montaggio, indispensabile nel guidare l'attenzione dello spettatore e nel generare nuove modalita di visione della realta: difatti nel montaggio e possibile individuare uno degli aspetti mediante i quali il cinema maggiormente contribuisce a fissare nuovi canoni estetici, generatori di grandi innovazioni in architettura e nell'arte moderna in genere. Il cinema e l'arte della modernita per eccellenza, di una modernita della quale e anche figlio, nato dal connubio di tecnologia e mutamenti sociali, i quali vedono sorgere la classe borghese quale motore dello sviluppo delle grandi sotto la spinta della seconda ondata della rivoluzione industriale, un periodo nel quale le medesime condizioni al contorno stanno trasformando l'architettura che entra cosi nella sua fase moderna; non stupisce dunque, seppure secondo le tempistiche che sono proprie di ciascuna arte, la straordinaria concomitanza negli sviluppi successivi delle vicende cinematografiche e architettoniche sullo sfondo dei principali avvenimenti storico-sociali. Nondimeno e ricca di spunti l'analisi della scenografia, la quale, oscillando fra le infinite gradazioni che separano la scelta di un luogo realmente esistente per le riprese di un film da un luogo creato appositamente, contribuisce in maniera fondamentale alla definizione e diffusione dell'immagine architettonica: la corrente Postmodern e l'High Tech sono due fra esempi che meglio illustrano il rapporto reciproco fra scenografia cinematografica e architettura. La prima parte del lavoro si chiude con l'analisi del fattore tempo, dalla quale si deduce un forte legame di cinema e architettura con le teorie di pensiero espressione della cultura a partire dalla fine dell'Ottocento: alla luce dei punti di contatto esistenti con il Positivismo, lo Spiritualismo, con la filosofia di Croce, Heidegger, Derrida, e possibile scoprire un nesso piu intimo e profondo di quelli riconducibili alla pur fondamentale componente visiva condivisa da entrambe le parti in causa. Gli ultimi quattro capitoli, sulla scorta delle considerazioni effettuate in quelli che precedono, suggeriscono delle incursioni nella sfera architettonica a partire da alcuni fimi a mio avviso significativi sulla base delle mie personali esperienze. Si e cosi potuto constatare come il cinema contribuisca al dibattito circa una architettura esistente, in questo caso l'Unita di abitazione di Corbusier a Marsiglia, a proposito di come il grande pubblico si relazioni ad essa e alle sue modeste imitazioni, o ancora di come il cinema sia fondamentale negli sviluppi del percorso intrapreso da Corbusier e destinato a sfociare nei progetti utopici di Archigram e Metabolisti, e, venendo piu vicino nel tempo, nel lavoro dei vari Piano, Poster e Rogers. Successivamente si e sondata la capacita descrittiva del cinema, in grado di coniugare la grande letteratura novecentesca di Joyce e Benjamin con la possibilita, che gli e propria, di non separare narrazione di eventi e descrizione come accade proprio in letteratura: quindi il cinema descrive in continuazione, anche nei momenti piu impensati, ragione per cui si sono posti in evidenza frammenti cinematografici solitamente snobbati come gli inseguimenti dei film d'azione, o le sequenze introduttive e conclusive dei lungometraggi. L'analisi di Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni e servita a portare l'esempio di un film interamente incentrato sull'architettura (anche quando l'azione si svolge nel deserto che dell'architettura rappresenta il polo opposto come una sorta di alter ego), e non solo per brevi frammenti normalmente significativi. Il film si presta altresi a una riflessione sull'opera wriehtiana del periodo usoniano, sul significato che ha assunto a posteriori nell'oblio generale degli intenti che animavano il grande maestro americano. Infine pellicole quali Le mani sulla citta di Francesco Rosi, Biade Runner di Ridley Scott e alcuni lavori di Wim Wenders, si sono rivelati utili per illustrare il contributo del cinema alla querelle circa il significato e la definizione dei concetti di bellezza e bruttezza, ovvero un tema centrale nella storia dell'arte, e in particolare dell'arte moderna dopo il contributo fondamentale della filosofia hegeliana sulla realta quale sintesi degli opposti. Da queste basi si deducono alcune importanti considerazioni su quella architettura moderna che si e venuta costruendo in antitesi ai tradizionali canoni estetici di bellezza, o sull'approccio alla progettazione di un architetto come Eisenman il quale sostiene che l'architettura non debba necessariamente trasmettere una sensazione di benessere. In conclusione si e constatato come il cinema sia legato all'architettura da una infinita di aspetti impossibili da catalogare, anche in virtu dell'essere il frutto della personalita e dell'esperienza di chi, di volta in volta, si accosti ai temi proposti, ragione per cui piu che di conclusioni si dovrebbe parlare di un prologo conclusivo, che chiude un percorso e contemporaneamente ne apre di nuovi forte dei traguardi gia raggiunti.