Philologie classique et modernité

Abstract

Pur non avendo operato una riflessione sui propri statuti e sulla propria collocazione all'interno dell'enciclopedia dei saperi paragonabile a quella compiuta negli ultimi decenni dall'antropologia culturale, anche la scienza dell'antichità ha mostrato la capacità di interrogarsi sul senso complessivo del proprio discorso-sono ben note le ricostruzioni storiche di alcuni momenti particolarmente rilevanti della storia della disciplina offerte da autori come Momigliano o Canfora.Lo scopo che ho inteso perseguire in Incorporare l'antico non intendeva però essere quello di aggiungere qualcosa ai dati già in nostro possesso sulla storia degli studi classici.In maniera forse più ambiziosa, ho voluto piuttosto porre la domanda seguente: in che senso il sapere sul mondo antico ha costruito un'immagine dell'alterità greca che potesse costituire la base per articolare un discorso nuovo sull'identità europea moderna?Per quali ragioni, in altre parole, i Greci studiati dai filologi sono diventati, in una fase specifica della storia europea, lo specchio che poteva restituire al soggetto europeo un'immagine di sé guardando la quale diveniva possibile definire i confini che separano il medesimo e l'altro?Il riferimento alla questione dell'alterità non è casuale: a rendere la ricerca condotta in Incorporare l'antico qualcosa di diverso rispetto a una ricostruzione storica della disciplina filologica è precisamente la volontà di porre il materiale storico che viene sottoposto ad analisi in relazione con le questioni teoriche che sono state sollevate, nella seconda metà del Novecento, dalle filosofie della differenza (in primis da Foucault).Inserita in tale contesto, la formazione culturale greca nelle opere di Winckelmann, di Wolf, o di Humboldt non è un semplice oggetto di studio, ma costituisce un oggetto del desiderio, nei confronti del quale è possibile operare un vero e proprio investimento affettivo.Oggetto perduto, ben inteso: la ricostruzione storica del mondo antico, sin dalla storia dell'arte winckelmanniana, non intende annullare la distanza storica tra i moderni e i greci.Ed è precisamente questo il punto che mi interessava maggiormente mettere in luce: la grecità intesa quale luogo dell'origine, ricostruendo la quale è possibile

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Dettagli Bibliografici
Autori: Giovanni Leghissa (University of Trieste)
Pubblicato in: Anabases, vol. 9, pp. 263-266
Data di pubblicazione:01/01/2009
Tipo di documento:Articolo
Lingua:francese
DOI: 10.4000/anabases.518
ISSN:1774-4296, 2256-9421
Accesso aperto: Accesso aperto Ibrido: articolo aperto in una rivista in abbonamento – Anabases (licenza: CC-BY-NC-ND, versione editoriale)
Soggetti:
Classical Studies and Philology (Social Sciences > Arts and Humanities > Language and Linguistics)
Classical Antiquity Studies (Social Sciences > Social Sciences > Anthropology)
Philosophy, History, and Historiography (Social Sciences > Arts and Humanities > History)
Identificativi: OpenAlex W1979146426

Dati dell'indice centrale: OpenAlex (licenza CC0).

Descrizione
Riassunto:Pur non avendo operato una riflessione sui propri statuti e sulla propria collocazione all'interno dell'enciclopedia dei saperi paragonabile a quella compiuta negli ultimi decenni dall'antropologia culturale, anche la scienza dell'antichità ha mostrato la capacità di interrogarsi sul senso complessivo del proprio discorso-sono ben note le ricostruzioni storiche di alcuni momenti particolarmente rilevanti della storia della disciplina offerte da autori come Momigliano o Canfora.Lo scopo che ho inteso perseguire in Incorporare l'antico non intendeva però essere quello di aggiungere qualcosa ai dati già in nostro possesso sulla storia degli studi classici.In maniera forse più ambiziosa, ho voluto piuttosto porre la domanda seguente: in che senso il sapere sul mondo antico ha costruito un'immagine dell'alterità greca che potesse costituire la base per articolare un discorso nuovo sull'identità europea moderna?Per quali ragioni, in altre parole, i Greci studiati dai filologi sono diventati, in una fase specifica della storia europea, lo specchio che poteva restituire al soggetto europeo un'immagine di sé guardando la quale diveniva possibile definire i confini che separano il medesimo e l'altro?Il riferimento alla questione dell'alterità non è casuale: a rendere la ricerca condotta in Incorporare l'antico qualcosa di diverso rispetto a una ricostruzione storica della disciplina filologica è precisamente la volontà di porre il materiale storico che viene sottoposto ad analisi in relazione con le questioni teoriche che sono state sollevate, nella seconda metà del Novecento, dalle filosofie della differenza (in primis da Foucault).Inserita in tale contesto, la formazione culturale greca nelle opere di Winckelmann, di Wolf, o di Humboldt non è un semplice oggetto di studio, ma costituisce un oggetto del desiderio, nei confronti del quale è possibile operare un vero e proprio investimento affettivo.Oggetto perduto, ben inteso: la ricostruzione storica del mondo antico, sin dalla storia dell'arte winckelmanniana, non intende annullare la distanza storica tra i moderni e i greci.Ed è precisamente questo il punto che mi interessava maggiormente mettere in luce: la grecità intesa quale luogo dell'origine, ricostruendo la quale è possibile
ISSN:1774-4296
2256-9421
DOI:10.4000/anabases.518