Ancora su Bartolomeo Cancellieri, pittore itinerante e sul ritratto di Carlo V attribuito a Parmigianino

Abstract

Nella seconda metà del XVI secolo in Italia e in Europa si diffonde una particolare interpretazione della ritrattistica, definibile internazionale e di corte, in cui la persona rappresentata, in una messa in posa rigidamente aulica e stereotipata, si sottrae a una condizione temporale e diventa una sorta di stemma o emblema del ritratto. In questo articolo prenderemo in esame l'attività di un pittore studiato per primo da Federico Zeri la cui attività non doveva escludere, operando una sorta di traduzione semplificata, l'esercizio della copia.

Saved in:
Bibliographic Details
Authors: Elisabetta Fadda
Published in: DSpaceUnipr (University of Parma)
Publication date:01/07/2013
Document type:Article
Language:Italian
Open access: Open access Green: copy in an institutional or subject repository – DSpaceUnipr (University of Parma)
Subjects:
Historical Art and Architecture Studies (Social Sciences > Arts and Humanities > Conservation)
Renaissance and Early Modern Studies (Social Sciences > Arts and Humanities > History)
Historical Art and Culture Studies (Social Sciences > Arts and Humanities > Museology)
Identifiers: OpenAlex W2135341913

Central index data: OpenAlex (CC0 license).

Description
Summary:Nella seconda metà del XVI secolo in Italia e in Europa si diffonde una particolare interpretazione della ritrattistica, definibile internazionale e di corte, in cui la persona rappresentata, in una messa in posa rigidamente aulica e stereotipata, si sottrae a una condizione temporale e diventa una sorta di stemma o emblema del ritratto. In questo articolo prenderemo in esame l'attività di un pittore studiato per primo da Federico Zeri la cui attività non doveva escludere, operando una sorta di traduzione semplificata, l'esercizio della copia.