La porosità dei muri. Su alcune analogie tra Walter Benjamin e Maurice Merleau-Ponty
Abstract
L’idea di “porosità”, che Benjamin propone in Immagini di città, bene esprime il rapporto non di opposizione ma di co-appartenenza tra categorie spaziali e temporali, sempre pensate in relazione al\nsoggetto che le vive: fuori e dentro, esteriorità e interiorità, privato-pubblico, passato-presente-futuro.\nTale co-appartenenza si realizza nel passage, luogo di elezione del flâneur, figura ambivalente della Parigi ottocentesca. Egli compie il passaggio dall’immersione, estetica, nel mondo di sogno del passage, al risveglio, in quanto recupero del passato “negato”. A questo riguardo, non sono poche le\nanalogie con Maurice Merleau-Ponty, a partire dall’utilizzo stesso del termine “porosità” in quanto\nimmagine di una dialettica rivisitata, che esalta le ambivalenze della dimensione “estetica” o “precategoriale”.\nL’esercizio di uno sguardo nuovo diviene necessario perché si possa, realizzando\npotenzialità inespresse del passato, recuperare la profondità del presente e aprire al futuro.
| Autori: | |
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| Pubblicato in: | DSpaceUnipr (University of Parma), vol. 2, n. 1, pp. 273-286 |
| Data di pubblicazione: | 01/01/2011 |
| Tipo di documento: | Articolo |
| Lingua: | italiano |
| Accesso aperto: | Accesso aperto Green: copia in un archivio istituzionale o disciplinare – DSpaceUnipr (University of Parma) |
| Soggetti: |
Walter Benjamin Studies Compilation
(Social Sciences > Arts and Humanities > Philosophy)
Phenomenology and Existential Philosophy
(Social Sciences > Psychology > Experimental and Cognitive Psychology)
Philosophical and Theoretical Analysis
(Social Sciences > Arts and Humanities > Philosophy)
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| Identificativi: | OpenAlex W23154386 |
Dati dell'indice centrale: OpenAlex (licenza CC0).
| Riassunto: | L’idea di “porosità”, che Benjamin propone in Immagini di città, bene esprime il rapporto non di opposizione ma di co-appartenenza tra categorie spaziali e temporali, sempre pensate in relazione al\nsoggetto che le vive: fuori e dentro, esteriorità e interiorità, privato-pubblico, passato-presente-futuro.\nTale co-appartenenza si realizza nel passage, luogo di elezione del flâneur, figura ambivalente della Parigi ottocentesca. Egli compie il passaggio dall’immersione, estetica, nel mondo di sogno del passage, al risveglio, in quanto recupero del passato “negato”. A questo riguardo, non sono poche le\nanalogie con Maurice Merleau-Ponty, a partire dall’utilizzo stesso del termine “porosità” in quanto\nimmagine di una dialettica rivisitata, che esalta le ambivalenze della dimensione “estetica” o “precategoriale”.\nL’esercizio di uno sguardo nuovo diviene necessario perché si possa, realizzando\npotenzialità inespresse del passato, recuperare la profondità del presente e aprire al futuro. |
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