Il Saggiatore musicale

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Abstract

Il Saggiatore musicale \nRivista semestrale di musicologia \nfondata da \nLorenzo Bianconi, Renato Di Benedetto, F. Alberto Gallo, \nRoberto Leydi e Antonio Serravezza \n \n«Il Saggiatore musicale» prende in prestito il titolo dal discorso di Galileo sulle comete, ossia dalla più bell’opera polemica che abbia avuto l’Italia, a detta dell’Algarotti. Un altro simbolo siderale, tra il mistico e il meccanico, figura in copertina: è la stella a tintinnaboli, la rota aurea che rigirava e squillava in fronte all’organo del duomo di Fulda, effigiata nella Musurgia del Kircher. Due insegne suggestive, e di non poca pretesa. \n \nLa rivista ha in realtà questa ambizione dichiarata, di alimentare la corrente (o diremo il rigagnolo?) della musicologia "critica", della musicologia cioè che, qualunque oggetto vada saggiando e soppesando, s’interroga sui fini, dubita delle opinioni, discute le teorie, compara i metodi, verifica le esperienze, pondera i risultati, escogita i linguaggi atti a rappresentarli, e daccapo ritorna a ragionar del come e del perché d’ogni ricerca. Come tale, essa si applica a qualsiasi tipo e genere di musica – alta e bassa, vecchia e nuova, bella e brutta, pratica e speculativa, concreta e metaforica – e ad un ventaglio amplissimo di temi e d’indirizzi, dall’erudizione alla storiografia, dalla filologia all’ermeneutica, dalla storia materiale alle tradizioni orali, dall’analisi alla teoria, dalla filosofia alla sociologia eccetera. Abbiamo in mente lettori – musicologi per mestiere o per diletto – che non si contentino di conoscere e sapere, ma puntino a capire e a distinguere; che siano curiosi d’ogni fenomeno purché rilevante per pregi intrinseci, o per i rapporti che intrattiene con altri fenomeni, o per l’interesse della discussione suscitata. Lettori che possan dire di cuore: «Il gusto del mio studiare è l’intendere, non il trovare»; e che però non disdegnino i ritrovati, se accrescono la comprensione. \n \nDirlo sembra banale: ma non è. Oggi più che mai par che prevalga la musicologia dei molti convegni, dei molti cataloghi, delle molte bibliografie, dei molti facsimili: cose utilissime tutte, ma già insufficienti in passato a fondare la ragion d’essere della disciplina, e tanto meno bastanti ad additarle un traguardo per l’avvenire. È una musicologia dedita all’accumulo dei dati e delle notizie, sollecita più del dettaglio che dei quadri d’insieme; una musicologia più populistica che democratica, visto che aprendo tanti cantieri dà a molti un poco di lavoro sùbito, ma incoraggia l’accordo supino piuttosto che lo schietto contraddittorio; una musicologia che dall’angoscia dell’ignoranza – in sé sacrosanta – trova scampo nello smercio rapido dell’indigesta vendemmia d’ogni ricerca, nell’infatuazione per l’inedito purchessia, nella filologia d’assalto, nella celebrazione di solennità, giubilei e centenari, e però rinvia sine die l’esercizio critico e si sottrae in perpetuo al dovere della sintesi e alla facoltà di sceverare ciò che nella congerie dei dati appare significativo da ciò che lo è di meno o non lo è affatto. Da questa musicologia, la nostra rivista prende le distanze. \n \nIn un dominio, quello intellettuale, dove non si dà potere costituito, «Il Saggiatore musicale» aspira a conseguire un’autorevolezza fondata sul criterio primario dell’interesse e della qualità: interesse dei temi trattati, senza preclusioni di campo; qualità, concettuale e letteraria, della trattazione. All’accertamento di tali requisiti il «Saggiatore musicale» provvede mediante il controllo e la discussione: tutti i dattiloscritti vengono esaminati e criticati da almeno due membri del comitato direttivo ed un lettore esterno appositamente interpellato; se discordi, i pareri vengono a loro volta discussi. La pluralità degli orientamenti in seno al comitato direttivo assicura la dialettica, la procedura del dibattimento collauda il consenso, la schiera dei consulenti arricchisce quella ed amplifica questo.

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Dettagli Bibliografici
Autori: Giuseppina La Face
Pubblicato in: Archivio istituzionale della ricerca (Alma Mater Studiorum Università di Bologna)
Data di pubblicazione:01/01/2004
Tipo di documento:Altro
Lingua:italiano
Accesso aperto: Nessuna copia ad accesso aperto nota: per le risorse in abbonamento usare Verifica disponibilità.
Citazioni ricevute:41
Soggetti:
Musicology and Musical Analysis (Social Sciences > Arts and Humanities > Music)
Music History and Culture (Social Sciences > Arts and Humanities > Music)
Literature, Musicology, and Cultural Analysis (Social Sciences > Social Sciences > Education)
Identificativi: OpenAlex W3034737127

Dati dell'indice centrale: OpenAlex (licenza CC0).

Descrizione
Riassunto:Il Saggiatore musicale \nRivista semestrale di musicologia \nfondata da \nLorenzo Bianconi, Renato Di Benedetto, F. Alberto Gallo, \nRoberto Leydi e Antonio Serravezza \n \n«Il Saggiatore musicale» prende in prestito il titolo dal discorso di Galileo sulle comete, ossia dalla più bell’opera polemica che abbia avuto l’Italia, a detta dell’Algarotti. Un altro simbolo siderale, tra il mistico e il meccanico, figura in copertina: è la stella a tintinnaboli, la rota aurea che rigirava e squillava in fronte all’organo del duomo di Fulda, effigiata nella Musurgia del Kircher. Due insegne suggestive, e di non poca pretesa. \n \nLa rivista ha in realtà questa ambizione dichiarata, di alimentare la corrente (o diremo il rigagnolo?) della musicologia "critica", della musicologia cioè che, qualunque oggetto vada saggiando e soppesando, s’interroga sui fini, dubita delle opinioni, discute le teorie, compara i metodi, verifica le esperienze, pondera i risultati, escogita i linguaggi atti a rappresentarli, e daccapo ritorna a ragionar del come e del perché d’ogni ricerca. Come tale, essa si applica a qualsiasi tipo e genere di musica – alta e bassa, vecchia e nuova, bella e brutta, pratica e speculativa, concreta e metaforica – e ad un ventaglio amplissimo di temi e d’indirizzi, dall’erudizione alla storiografia, dalla filologia all’ermeneutica, dalla storia materiale alle tradizioni orali, dall’analisi alla teoria, dalla filosofia alla sociologia eccetera. Abbiamo in mente lettori – musicologi per mestiere o per diletto – che non si contentino di conoscere e sapere, ma puntino a capire e a distinguere; che siano curiosi d’ogni fenomeno purché rilevante per pregi intrinseci, o per i rapporti che intrattiene con altri fenomeni, o per l’interesse della discussione suscitata. Lettori che possan dire di cuore: «Il gusto del mio studiare è l’intendere, non il trovare»; e che però non disdegnino i ritrovati, se accrescono la comprensione. \n \nDirlo sembra banale: ma non è. Oggi più che mai par che prevalga la musicologia dei molti convegni, dei molti cataloghi, delle molte bibliografie, dei molti facsimili: cose utilissime tutte, ma già insufficienti in passato a fondare la ragion d’essere della disciplina, e tanto meno bastanti ad additarle un traguardo per l’avvenire. È una musicologia dedita all’accumulo dei dati e delle notizie, sollecita più del dettaglio che dei quadri d’insieme; una musicologia più populistica che democratica, visto che aprendo tanti cantieri dà a molti un poco di lavoro sùbito, ma incoraggia l’accordo supino piuttosto che lo schietto contraddittorio; una musicologia che dall’angoscia dell’ignoranza – in sé sacrosanta – trova scampo nello smercio rapido dell’indigesta vendemmia d’ogni ricerca, nell’infatuazione per l’inedito purchessia, nella filologia d’assalto, nella celebrazione di solennità, giubilei e centenari, e però rinvia sine die l’esercizio critico e si sottrae in perpetuo al dovere della sintesi e alla facoltà di sceverare ciò che nella congerie dei dati appare significativo da ciò che lo è di meno o non lo è affatto. Da questa musicologia, la nostra rivista prende le distanze. \n \nIn un dominio, quello intellettuale, dove non si dà potere costituito, «Il Saggiatore musicale» aspira a conseguire un’autorevolezza fondata sul criterio primario dell’interesse e della qualità: interesse dei temi trattati, senza preclusioni di campo; qualità, concettuale e letteraria, della trattazione. All’accertamento di tali requisiti il «Saggiatore musicale» provvede mediante il controllo e la discussione: tutti i dattiloscritti vengono esaminati e criticati da almeno due membri del comitato direttivo ed un lettore esterno appositamente interpellato; se discordi, i pareri vengono a loro volta discussi. La pluralità degli orientamenti in seno al comitato direttivo assicura la dialettica, la procedura del dibattimento collauda il consenso, la schiera dei consulenti arricchisce quella ed amplifica questo.