Nazzareno Strampelli e l’attualità dei “grani antichi”

Abstract

Nell’Ottocento i cereali raramente hanno rese che superano i millecinquecento chilogrammi per ettaro. Soltanto nel Millenovecento si ha una svolta grazie alla ricerca e all’applicazione del metodo scientifico alla coltivazione agricola che consentono di studiare e di utilizzare le informazioni dei caratteri ereditari.

Salvato in:
Dettagli Bibliografici
Autori: Giovanni Ballarini (University of Parma)
Pubblicato in: Geo-Info, n. 23
Data di pubblicazione:07/06/2023
Tipo di documento:Articolo
Lingua:italiano
DOI: 10.35948/geo/geoinfo/29446_3074
Accesso aperto: Accesso aperto Ibrido: articolo aperto in una rivista in abbonamento – Geo-Info (licenza: CC-BY-NC-ND, versione editoriale)
Soggetti:
Wheat and Barley Genetics and Pathology (Life Sciences > Agricultural and Biological Sciences > Plant Science)
Agricultural Productivity and Crop Improvement (Life Sciences > Agricultural and Biological Sciences > Agronomy and Crop Science)
Agriculture and Biological Studies (Life Sciences > Agricultural and Biological Sciences > General Agricultural and Biological Sciences)
Identificativi: OpenAlex W7212859584

Dati dell'indice centrale: OpenAlex (licenza CC0).

Descrizione
Riassunto:Nell’Ottocento i cereali raramente hanno rese che superano i millecinquecento chilogrammi per ettaro. Soltanto nel Millenovecento si ha una svolta grazie alla ricerca e all’applicazione del metodo scientifico alla coltivazione agricola che consentono di studiare e di utilizzare le informazioni dei caratteri ereditari.
DOI:10.35948/geo/geoinfo/29446_3074