Aspetti della committenza benedettina napoletana nel Rinascimento : il singolare assetto presbiteriale della chiesa di Santa Maria di Monteoliveto

Abstract

Nell'ambito dello studio delle vicende strutturali delle chiese monastiche napoletane, e in particolare delle trasformazioni degli assetti presbiteriali tra il '400 e il '500, il caso di Santa Maria di Monteoliveto, per l'originalita Á della soluzione absidale adottata dai monaci, appare un unicum nel panorama napoletano del Rinascimento.La fondazione del monastero di Monteoliveto, sito a ridosso di un ampio declivio al di fuori delle mura angioine della citta Á , in un'area scarsamente edificata, risale al 1411 1 , anno nel quale ob reverentiam et singularem devoctionem quam gerere se dixit erga ordinem et religionem beate Marie Virginis de Monteoliveto 2 Gurello Origlia, nobile del sedile di Porto e gran protonotario di Ladislao di Durazzo 3 , alla presenza di Nicola de Diano, vescovo di Teano, e di Giovanni de Juvenatio, poi abate della fondazione, pose la prima pietra della nuova fabbrica.505 1 L'insediamento degli olivetani in citta Á fu piu Á tardo rispetto a quello dei benedettini neri; la congregazione olivetana era relativamente giovane, essendo stata istituita canonicamente da Clemente VI nel 1344, a conferma del movimento cenobitico formatosi intorno al monastero senese di Monte Oliveto, fondato nel 1319 da Bernardo Tolomei e da un gruppo di nobili.Lo sviluppo della congregazione fu a lungo circoscritto ad un ambito geografico ristretto, e solamente in seguito, all'inizio del '400, nuovi e numerosi monasteri olivetani sorsero anche al di fuori delle regioni della primitiva espansione.A Napoli l'insula monastica di Monteoliveto venne inclusa nella cerchia delle mura nel 1499, quando si completo Á la seconda murazione aragonese: il re con un colpo di forza devasto Á i giardini degli olivetani, che ne chiesero il risarcimento.2 Biblioteca Brancacciana di Napoli, ms.IV.A.14, c. 77, instrumento del 10 gennaio 1408 del notaio Domenico de Buono (cfr.F.

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Dettagli Bibliografici
Autori: Nicoletta Di Blasi
Pubblicato in: Annali - Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
Tipo di documento:Articolo
Lingua:italiano
ISSN:2037-5867, 2281-3241
Accesso aperto: Accesso aperto Diamond: rivista aperta senza costi per autori e lettori – Annali - Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
Soggetti:
Historical and Religious Studies of Rome (Social Sciences > Arts and Humanities > History)
Architecture and Art History Studies (Social Sciences > Arts and Humanities > Visual Arts and Performing Arts)
Historical Art and Architecture Studies (Social Sciences > Arts and Humanities > Conservation)
Identificativi: OpenAlex W7215420469

Dati dell'indice centrale: OpenAlex (licenza CC0).

Descrizione
Riassunto:Nell'ambito dello studio delle vicende strutturali delle chiese monastiche napoletane, e in particolare delle trasformazioni degli assetti presbiteriali tra il '400 e il '500, il caso di Santa Maria di Monteoliveto, per l'originalita Á della soluzione absidale adottata dai monaci, appare un unicum nel panorama napoletano del Rinascimento.La fondazione del monastero di Monteoliveto, sito a ridosso di un ampio declivio al di fuori delle mura angioine della citta Á , in un'area scarsamente edificata, risale al 1411 1 , anno nel quale ob reverentiam et singularem devoctionem quam gerere se dixit erga ordinem et religionem beate Marie Virginis de Monteoliveto 2 Gurello Origlia, nobile del sedile di Porto e gran protonotario di Ladislao di Durazzo 3 , alla presenza di Nicola de Diano, vescovo di Teano, e di Giovanni de Juvenatio, poi abate della fondazione, pose la prima pietra della nuova fabbrica.505 1 L'insediamento degli olivetani in citta Á fu piu Á tardo rispetto a quello dei benedettini neri; la congregazione olivetana era relativamente giovane, essendo stata istituita canonicamente da Clemente VI nel 1344, a conferma del movimento cenobitico formatosi intorno al monastero senese di Monte Oliveto, fondato nel 1319 da Bernardo Tolomei e da un gruppo di nobili.Lo sviluppo della congregazione fu a lungo circoscritto ad un ambito geografico ristretto, e solamente in seguito, all'inizio del '400, nuovi e numerosi monasteri olivetani sorsero anche al di fuori delle regioni della primitiva espansione.A Napoli l'insula monastica di Monteoliveto venne inclusa nella cerchia delle mura nel 1499, quando si completo Á la seconda murazione aragonese: il re con un colpo di forza devasto Á i giardini degli olivetani, che ne chiesero il risarcimento.2 Biblioteca Brancacciana di Napoli, ms.IV.A.14, c. 77, instrumento del 10 gennaio 1408 del notaio Domenico de Buono (cfr.F.
ISSN:2037-5867
2281-3241